Con piacere pubblico il volantino della nuova edizione di Sipario d'Orba, una realtà ormai consolidata nella formazione del teatro di figura ed un luogo di incontro e scambio artistico ed umano.
Per ulteriori informazioni contattate i numeri in fondo al volantino.
mercoledì 30 maggio 2012
domenica 28 agosto 2011
Un appello per burattinai da Latina
Giro a tutti voi un appello del Circolo Culturale Samcro di Latina che vuole includere nel suo programma spettacoli di Burattini ed è alla ricerca di compagnie:
"L'associazione Culturale Samcro gestisce un Circolo Arci a Latina da Settembre/Ottobre; vuole proporre tra le sue attività (Concerti, Reading, Mostre ecc.) anche spettacoli per bambini la domenica mattina (burattini, marionette, etc.). Accettiamo proposte!
Samcro nasce dalle ceneri di Arti(e)Rumori
Inviateci una scheda tecnica dello spettacolo, (se possibile) un video, link ai vostri progetti a:
circolo.hemingway@gmail.com , telefono 3933364694 (Gianluca)"
"L'associazione Culturale Samcro gestisce un Circolo Arci a Latina da Settembre/Ottobre; vuole proporre tra le sue attività (Concerti, Reading, Mostre ecc.) anche spettacoli per bambini la domenica mattina (burattini, marionette, etc.). Accettiamo proposte!
Samcro nasce dalle ceneri di Arti(e)Rumori
Inviateci una scheda tecnica dello spettacolo, (se possibile) un video, link ai vostri progetti a:
circolo.hemingway@gmail.com , telefono 3933364694 (Gianluca)"
giovedì 25 agosto 2011
Sipario D'Orba 2011
Tornano i seminari di Sipario D'Orba, Teatro di Figura per tutti.
Che abbiate o meno esperienza nel mondo dei burattini e del teatro, se siete curiosi di imparare cose nuove da veri professionisti in un ambiente amichevole e bucolico, scaricate il bando dal sito! Ricordate, avete tempo fino al 12 settembre!
Che abbiate o meno esperienza nel mondo dei burattini e del teatro, se siete curiosi di imparare cose nuove da veri professionisti in un ambiente amichevole e bucolico, scaricate il bando dal sito! Ricordate, avete tempo fino al 12 settembre!
venerdì 12 agosto 2011
Animar 2011- 31 luglio
L’ultima serata del festival si è aperta con Bence Sarkadi che ha replicato il suo spettacolo breve già portato negli aperitivi qualche sera prima, raccogliendo il meritato apprezzamento del pubblico. Personalmente ritengo che questo ragazzo sia la vera rivelazione del festival e mi auguro di rivederlo ancora in Italia.
La chiusura ufficiale è stata affidata alla compagnia Dr. Bostik che ha portato in scena “I Signori Porcimboldi”.
Devo ammettere di essere rimasta perplessa dalla scelta di questo spettacolo, che ho trovato molto cupo e che al di là della bravura dei burattinai e della messa in scena non pensavo sarebbe piaciuto al pubblico delle famiglie. In realtà è stato gradito sia ai genitori che ai bambini.
Si tratta delle “scene da un matrimonio” di una coppia in cui marito e moglie hanno la testa fatta di verdure, come i personaggi dei quadri dell’Arcimboldo: non lavorano, non fanno nulla a parte giocarsi tiri terrificanti che lasciano sconcertati per la cattiveria. E mangiano uccellini catturati spalmando colla su un albero secco che hanno in cortile.
Le loro vittime però riusciranno a fargliela pagare usando i loro stessi metodi.
Come ho detto, lo spettacolo è piaciuto, quindi probabilmente la mia è un’impressione soggettiva. Riconosco senz’altro una certa critica sociale, ma questa rimane un po’ in superficie, fine a sé stessa.
Vorrei sottolineare la scorrettezza dell’amministrazione comunale, che ha autorizzato in contemporanea con gli spettacoli una serata di balli nella piazza vicina, manifestazione che ha creato non poco disturbo all’esibizione.
Sicuramente l’edizione 2011 di Animar ha risentito della forte crisi economica: meno spettacoli, un numero inferiore di compagnie che si sono esibite più volte.
Tuttavia, trovo che la qualità sia rimasta in linea con le edizioni precedenti. Il fatto di vedere più spettacoli delle stesse compagnie è stato utile a conoscerle meglio. Personalmente ho assistito a molti begli spettacoli, e tra questi diversi erano di marionette. Al di là delle preferenze personali (le ombre sono state poco rappresentate, ad esempio), è innegabile l’impegno per non cadere nel “commerciale”, per portare divertimento e cultura agli spettatori.
C’è anche stata la volontà di rischiare, proponendo giovani che hanno portato spettacoli non sempre compiuti ma ricchi di spunti e creatività.
Un Bravo agli organizzatori, non era facile arrivare a questo risultato. Al prossimo anno!
domenica 31 luglio 2011
Animar 2011, 30 luglio
Un sabato sera molto ricco per gli spettatori di Animar.
Alle 21 Duoanfibios si esibiva con un nuovo spettacolo di microteatro dal titolo "Antonino", che ha per protagonista un vecchio clown. La delicatezza e l'accuratezza di questo e dell'altro brano "Tè" visto nelle sere precedenti mi hanno veramente colpita. Sono brevi ma intensi e tutti coloro che arrivavano dalla loro visione avevano un sorriso sulle labbra. Questo genere di teatro è molto popolare all'estero, dove si fanno addirittura dei festival appositi, anche se in Italia è praticamente sconosciuto, ma se ben fatto è un'esperienza molto bella e intensa per lo spettatore che di fatto viene messo al centro della performance.
Contemporaneamente nel cortile Il Teatrino a Due Pollici portava in scena "Il cane", un classico delle guarattelle. Purtroppo non sono riuscita a vederlo, ma chi vi ha assistito dice che era molto bello, sia come animazione sia come ritmo. Valentina Paolini, che abbiamo già visto nelle serate precedenti animare e suonare, ha lavorato a lungo con Salvatore Gatto ed è una delle poche donne che fanno guarattelle, ragione in più per dispiacermi di aver mancato lo spettacolo.
"Anima e Coru" è la più recente produzione di IsMascareddas. Insignito del premio "Ai Bravi Burattinai d'Italia 2011" di Silvano D'Orba, è uno spettacolo-lezione di Tonino Murru per festeggiare i suoi trent'anni di attività nel mondo dei burattini. Aiutato dai suoi personaggi, il burattinaio racconta trucchi e ripropone alcuni dei brani più celebri del repertorio (l'episodio dell'abigeato è sempre strepitoso!).
Non vorrei che sembrasse una sviolinata, ma era un pò che non vedevo uno spettacolo di burattini a guanto di IsMascareddas e mi sono trovata ad ammirare nuovamente l'animazione di Murru, che ha uno stile molto particolare (a volte sembra che abbia tre mani), diverso da quello di tutti i burattinai che ho visto all'opera: i burattini si muovono quasi danzando, ognuno con un suo carattere che si esprime anche nel movimento, senza cercare la traiettoria più veloce, bensì quella che più gli si adatta. Tecnica vocale, studio delle scene, tutto è sempre preparato al meglio, senza accontentarsi.
La critica che si può muovere ad "Anima e Coru" è che appare un pò acerbo, un tantino rigido, soprattutto nei momenti in cui Murru esce dalla baracca e non parla attraverso e con i burattini, come se non riuscisse ad esprimere fino in fondo con le parole il valore che le proprie creature hanno per lui. Tuttavia, è così personale il tema, che se riuscirà a superare questa timidezza, potrebbe diventare uno degli spettacoli migliori della compagnia.
In chiusura di serata Dr Bostik ha presentato uno studio da "Giorni Felici" di Samuel Beckett. Il testo originale presenta una donna che vive conficcata nel terreno fino alla vita. Qui si è voluta richiamare una condizione più simile alla malattia con la presenza di un burattino in un letto d'ospedale mentre Winnie (la protagonista) è un'attrice all'interno di una struttura di ferro e sacchi di juta che viene utilizzata come un burattino, incapace di movimenti dettati dalla propria volontà. Un pezzo molto forte, quasi impressionante, decisamente cupo, del quale sarebbe bello vedere gli sviluppi futuri.
Alle 21 Duoanfibios si esibiva con un nuovo spettacolo di microteatro dal titolo "Antonino", che ha per protagonista un vecchio clown. La delicatezza e l'accuratezza di questo e dell'altro brano "Tè" visto nelle sere precedenti mi hanno veramente colpita. Sono brevi ma intensi e tutti coloro che arrivavano dalla loro visione avevano un sorriso sulle labbra. Questo genere di teatro è molto popolare all'estero, dove si fanno addirittura dei festival appositi, anche se in Italia è praticamente sconosciuto, ma se ben fatto è un'esperienza molto bella e intensa per lo spettatore che di fatto viene messo al centro della performance.
Contemporaneamente nel cortile Il Teatrino a Due Pollici portava in scena "Il cane", un classico delle guarattelle. Purtroppo non sono riuscita a vederlo, ma chi vi ha assistito dice che era molto bello, sia come animazione sia come ritmo. Valentina Paolini, che abbiamo già visto nelle serate precedenti animare e suonare, ha lavorato a lungo con Salvatore Gatto ed è una delle poche donne che fanno guarattelle, ragione in più per dispiacermi di aver mancato lo spettacolo.
"Anima e Coru" è la più recente produzione di IsMascareddas. Insignito del premio "Ai Bravi Burattinai d'Italia 2011" di Silvano D'Orba, è uno spettacolo-lezione di Tonino Murru per festeggiare i suoi trent'anni di attività nel mondo dei burattini. Aiutato dai suoi personaggi, il burattinaio racconta trucchi e ripropone alcuni dei brani più celebri del repertorio (l'episodio dell'abigeato è sempre strepitoso!).
Non vorrei che sembrasse una sviolinata, ma era un pò che non vedevo uno spettacolo di burattini a guanto di IsMascareddas e mi sono trovata ad ammirare nuovamente l'animazione di Murru, che ha uno stile molto particolare (a volte sembra che abbia tre mani), diverso da quello di tutti i burattinai che ho visto all'opera: i burattini si muovono quasi danzando, ognuno con un suo carattere che si esprime anche nel movimento, senza cercare la traiettoria più veloce, bensì quella che più gli si adatta. Tecnica vocale, studio delle scene, tutto è sempre preparato al meglio, senza accontentarsi.
La critica che si può muovere ad "Anima e Coru" è che appare un pò acerbo, un tantino rigido, soprattutto nei momenti in cui Murru esce dalla baracca e non parla attraverso e con i burattini, come se non riuscisse ad esprimere fino in fondo con le parole il valore che le proprie creature hanno per lui. Tuttavia, è così personale il tema, che se riuscirà a superare questa timidezza, potrebbe diventare uno degli spettacoli migliori della compagnia.
In chiusura di serata Dr Bostik ha presentato uno studio da "Giorni Felici" di Samuel Beckett. Il testo originale presenta una donna che vive conficcata nel terreno fino alla vita. Qui si è voluta richiamare una condizione più simile alla malattia con la presenza di un burattino in un letto d'ospedale mentre Winnie (la protagonista) è un'attrice all'interno di una struttura di ferro e sacchi di juta che viene utilizzata come un burattino, incapace di movimenti dettati dalla propria volontà. Un pezzo molto forte, quasi impressionante, decisamente cupo, del quale sarebbe bello vedere gli sviluppi futuri.
sabato 30 luglio 2011
Animar 2011, 29 luglio
| Sombras Chinas |
Gli aperitivi sono stati affidati al Teatro del Secchio ed il Teatrino a Due Pollici che hanno riproposto "Nonsense" e "Marionette in gamba" mentre Duoanfibios ha portato un altro spettacolo di microteatro (lo vedrò stasera); lo spazio della prima serata è stato affidato a Sombras Chinas dalla Spagna, compagnia di "ombre cinesi" (termine che io trovo improprio anche se molto diffuso) con "Non Toquen mis manos". Personalmente non amo molto le ombre fatte con le mani, che si riducono facilmente a giochi di (grande) abilità ma che poco hanno del teatro. Tuttavia, l'artista è veramente molto brava e tutti i movimenti sono studiati, provati ed elaborati con grande attenzione. Inoltre non si limita a riprodurre animali, ma crea scenette divertenti al ritmo della musica che sono piaciute molto. Il giudizio quindi, al di là dell'opinione personale sul genere non può che essere positivo.
Lo spettacolo "Re:Hamlet" di Bence Sarkadi è però quello che ha portato una forte emozione. Si tratta della storia di Amleto rappresentata con marionette a filo e senza parole. Un'idea ambiziosa a cui corrisponde una complessa messa in scena, sicuramente barocca, ma innovativa e sorprendente. Sarkadi si muove come un prestigiatore, da solo nella complessa struttura che fa da scenografia, riproponendo le fasi salienti della tragedia Shakesperiana in quadri attraversati dal minuscolo Amleto, una marionetta piccola e bianca che secondo me sintetizza perfettamente il personaggio, circondata dalle enormi marionette degli altri personaggi. Suo padre, ormai spettro, è solo una testa, e come nel testo originale l'omicidio del re viene ripetuto e ripetuto all'infinito. Tra i momenti che mi sono piaciuti di più sicuramente ci sono la follia di Ofelia e la rappresentazione dei guitti dell'omicidio del re, sottolineata dalla musica dei cartoni animati di Tom e Jerry..
Un appunto va fatto alla drammaturgia, in quanto più persone che non conoscevano la trama non hanno compreso totalmente la storia, nonostante il prologo (molto divertente) che la riassume.
L'impianto è come ho detto barocco, a volte inutilmente ridondante (il pupazzo del re usurpatore dal cui occhio vengono proiettate delle ombre ad esempio rappresenta un sacco di lavoro per un utilizzo minimo) ma affascina ed è proprio questo voler spingere al massimo le potenzialità del mezzo a convincere, sia per la scelta di un testo così complesso, sia per la ricerca che c'è dietro, sia perchè oltre alla tecnica c'è l'idea, anzi le idee. Per questo, anche se non perfetto, anche se ci sono delle cose da cambiare questo spettacolo ha una marcia in più, perchè osa.
Animar 2011 27 e 28 luglio
Le serate di mercoledì e giovedì hanno segnato una notevole crescita degli spettacoli, tutti di grande qualità.
Mercoledì il Teatrino a Due Pollici ha aperto la serata con "I tre consigli", una fiaba tradizionale raccontata con piccoli pupi in un teatrino a spalla montato su un carretto, con musica dal vivo. La burattinaia narra e anima i pupi coinvolgendo il pubblico. Un lavoro molto bello, curato, che ripropone i modi del teatro di strada in maniera raffinata e molto garbata.
A seguire la compagnia Tearticolo di Mathias Trager, dalla Germania. "I tre piccoli lupi e il grande maiale cattivo" unisce animazione a vista di marionette da tavolo e pupazzi, in una rilettura moderna e spiritosa della fiaba tradizionale. Trager è solo sul palco e fa tutto, anima, sposta scenografie, canta. Estremamente impegnativo per lui e bellissimo per noi, è uno spettacolo questo di tale raffinatezza e complessità come pochi se ne vedono in Italia. Anche la scrittura è complessa, con un racconto ("Cappuccetto Rosso") che si sviluppa parallelo alla storia principale. Non manca una critica alla società dell'iperprotezione dallo sconosciuto, espressa con grande humour. Tearticolo dimostra che è possibile fare teatro di figura con fiabe tradizionali, per bambini, portando innovazione e facendo divertire anche gli adulti.
In seconda serata La Soupe Compagnie ci ha portato "sotto la gonna" con "Sous le jupon": si tratta di una performance per un gruppo limitato di adulti dal quale viene scelta una persona a cui sarà letto passato presente e futuro grazie alla gonna dell'affascinante protagonista. Teatro d'immagine più che di figura, "Sous le jupon" ha una messa in scena perfetta, studiata con grande cura dei particolari, portato in scena con grande abilità nel coinvolgere il pubblico. Un'esperienza molto divertente.
Infine, nel Giardino della Casa Baronale di Teulada, Betti Pau è tornata con "Lezione di Taglio", un concentrato della narrazione vista in più serate al festival di Monserrato dello scorso autunno, che fa sempre piacere rivedere.
L'apertura di giovedì è toccata nuovamente al Teatrino a Due Pollici con "Marionette in gamba", musica tradizionale e marionette a tavoletta, ballerini di legno che vengono da una tradizione nata addirittura nel Medioevo. Paolo Valenti ce ne aveva mostrati già nella prima serata, ma l'esibizione curata e molto piacevole si fa certamente apprezzare. Subito dopo Bence Sarkadi, marionettista ungherese ha presentato quattro brevi numeri: sia tratti dalla tradizione delle marionette (come "il trapezista"), sia creati totalmente da lui. Sarkadi è molto abile ed ha una bella vena creativa, e il pubblico lo ha giustamente apprezzato.
Alle 21.30 sul palco principale si è esibito il Theatre De La Grande Rue in "Detours", uno spettacolo di marionette estremamente raffinato, basato su una tecnica eccezionale e articolato in piccole storie delicate e poetiche. Non sono mancati i numeri di bravura come quello della marionetta pittore, ma ci sono anche scenette molto divertenti, come le due con marionette vecchiette che si trasformano in streghe o bruciano l'arrosto o la danza dei fantasmi, o il bellissimo finale con l'uomo invisibile. L'organizzazione ha certamente saputo scegliere spettacoli di marionette particolari, "caldi", che sanno emozionare, oltre che stupire.
La Soupe Compagnie ha replicato alle 22.30 "Sous le jupon", mentre in chiusura, un'altra narrazione di Betti Pau, "Quattro Quarti", ovvero quattro storie personali sottolineate da quattro colori legati alle emozioni, alle persone, al ricordo e alla terra. Queste storie mi sono piaciute in modo particolare, un pò perchè nascono dal vissuto dell'autrice e un pò perchè sembrano un pò l'equivalente per noi adulti delle storie che vengono raccontate ai bambini prima di andare a dormire.
Mercoledì il Teatrino a Due Pollici ha aperto la serata con "I tre consigli", una fiaba tradizionale raccontata con piccoli pupi in un teatrino a spalla montato su un carretto, con musica dal vivo. La burattinaia narra e anima i pupi coinvolgendo il pubblico. Un lavoro molto bello, curato, che ripropone i modi del teatro di strada in maniera raffinata e molto garbata.
A seguire la compagnia Tearticolo di Mathias Trager, dalla Germania. "I tre piccoli lupi e il grande maiale cattivo" unisce animazione a vista di marionette da tavolo e pupazzi, in una rilettura moderna e spiritosa della fiaba tradizionale. Trager è solo sul palco e fa tutto, anima, sposta scenografie, canta. Estremamente impegnativo per lui e bellissimo per noi, è uno spettacolo questo di tale raffinatezza e complessità come pochi se ne vedono in Italia. Anche la scrittura è complessa, con un racconto ("Cappuccetto Rosso") che si sviluppa parallelo alla storia principale. Non manca una critica alla società dell'iperprotezione dallo sconosciuto, espressa con grande humour. Tearticolo dimostra che è possibile fare teatro di figura con fiabe tradizionali, per bambini, portando innovazione e facendo divertire anche gli adulti.
In seconda serata La Soupe Compagnie ci ha portato "sotto la gonna" con "Sous le jupon": si tratta di una performance per un gruppo limitato di adulti dal quale viene scelta una persona a cui sarà letto passato presente e futuro grazie alla gonna dell'affascinante protagonista. Teatro d'immagine più che di figura, "Sous le jupon" ha una messa in scena perfetta, studiata con grande cura dei particolari, portato in scena con grande abilità nel coinvolgere il pubblico. Un'esperienza molto divertente.
Infine, nel Giardino della Casa Baronale di Teulada, Betti Pau è tornata con "Lezione di Taglio", un concentrato della narrazione vista in più serate al festival di Monserrato dello scorso autunno, che fa sempre piacere rivedere.
L'apertura di giovedì è toccata nuovamente al Teatrino a Due Pollici con "Marionette in gamba", musica tradizionale e marionette a tavoletta, ballerini di legno che vengono da una tradizione nata addirittura nel Medioevo. Paolo Valenti ce ne aveva mostrati già nella prima serata, ma l'esibizione curata e molto piacevole si fa certamente apprezzare. Subito dopo Bence Sarkadi, marionettista ungherese ha presentato quattro brevi numeri: sia tratti dalla tradizione delle marionette (come "il trapezista"), sia creati totalmente da lui. Sarkadi è molto abile ed ha una bella vena creativa, e il pubblico lo ha giustamente apprezzato.
Alle 21.30 sul palco principale si è esibito il Theatre De La Grande Rue in "Detours", uno spettacolo di marionette estremamente raffinato, basato su una tecnica eccezionale e articolato in piccole storie delicate e poetiche. Non sono mancati i numeri di bravura come quello della marionetta pittore, ma ci sono anche scenette molto divertenti, come le due con marionette vecchiette che si trasformano in streghe o bruciano l'arrosto o la danza dei fantasmi, o il bellissimo finale con l'uomo invisibile. L'organizzazione ha certamente saputo scegliere spettacoli di marionette particolari, "caldi", che sanno emozionare, oltre che stupire.
La Soupe Compagnie ha replicato alle 22.30 "Sous le jupon", mentre in chiusura, un'altra narrazione di Betti Pau, "Quattro Quarti", ovvero quattro storie personali sottolineate da quattro colori legati alle emozioni, alle persone, al ricordo e alla terra. Queste storie mi sono piaciute in modo particolare, un pò perchè nascono dal vissuto dell'autrice e un pò perchè sembrano un pò l'equivalente per noi adulti delle storie che vengono raccontate ai bambini prima di andare a dormire.
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