venerdì 21 giugno 2013

Circumvesuviana - Sacre Reliquie Urbane

I burattini sono come i gatti, hanno nove, dieci, forse duecento vite. Quando ormai li dai per spacciati ti sorprendono, ti dimostrano di essere vivi e capaci di bellezza e splendore. Così capita con “Circumvesuviana-Sante Reliquie Urbane”.
Abili artefici di questo nuovo miracolo sono Gigio Brunello, Gyula Molnar, Luca Ronga e Brina Babini, che portano in scena Balanzone, Pulcinella, Teresina, la Morte e la piccola figlia Bebi -narratrice della vicenda. Burattini della tradizione emiliana e soprattutto delle guarattelle, che mantengono nello spettacolo i loro ruoli e ne assumono di nuovi o meglio mettono in primo piano caratteristiche che erano sempre state presenti ma forse nessuno aveva mai esaltato.
Così la Morte è anche una donna, abbandonata dall'amante (Pulcinella), che cresce da sola la figlia avuta da questo amore, mentre Teresina è consapevole di sé come mai prima, dei limiti impostigli dalla tradizione che l'ha voluta con un bastone al posto dello spazio per la mano dell'animatore e le braccia inerti, impossibilitata a una qualunque azione che non sia ballare. Queste due figure che sembrano rappresentare la visione classica della donna nella società italiana (la puttana e la santa, colei che troppo ha vissuto e colei che -prigioniera della morale- nulla ha visto) sono entrambe vittime del “mezzo uomo” di cui sono innamorate, Pulcinella. E' lui a rappresentare il lato negativo degli uomini: fedifrago, egoista, violento. La piccola Bebi lo teme, lo chiama “testa nera”. Pulcinella mangia la poesia di Bebi e con essa la sua voce, e per riaverle la bambina dovrà affrontare il suo incubo più spaventoso e rinascere (come Athena da Zeus) da quel padre. Il santo ci mette la mano e Teresina, che nessun uomo anima, acquista una nuova, vera vita con tanto di braccia. Ma il dolore del mondo è troppo grande e infine la sua unica azione è la rinuncia (la morte?): ella abbandona per sempre Pulcinella e diventa lei stessa santa. Rimangono solo lui e la Morte, ancora una volta, si cercano e si bastonano. Pulcinella, simbolo della vita e della sopravvivenza è attratto dalla Morte ma contemporaneamente la disprezza e la teme. Il racconto è dapprima scandito da trovate comiche e “burattinesche”, la teca con la mano di San Gennaro e la voce di Bebi, il saggio di danza e musica, mentre nella seconda parte diventa scivoloso, sempre più onirico e diretto al cuore e all'inconscio, più che alla testa. I personaggi e i loro ruoli archetipici, fanno sì che uno spettacolo di questa complessità costruisca continuamente nuovi significati sulla tradizione del teatro di burattini in cui ognuno può trovare molte letture. Contemporaneamente la fissità di certi schemi è l'impalcatura su cui gli autori costruiscono la loro alternativa.
La Morte, bellissimo burattino di Brina Babini
La strada tracciata da questi artisti può essere una nuova via per ridare ai burattini il posto che meritano nel teatro contemporaneo, un ruolo estremamente serio e artisticamente importante. La scrittura di Brunello e Molnar è sorprendente, mai banale, ricca. L'animazione di Ronga è talmente perfetta che non si dubita per un istante della vita dei burattini, e il complesso della messinscena e del testo sono di livello tanto alto che anche la voce registrata della narratrice non è un disturbo e non stona nella vitalità dello spettacolo. Un esempio di come si possa trarre nuova vita ed ispirazione dalla tradizione e di come i burattini siano ancora in grado di raccontare la società e la vita.


sabato 25 maggio 2013

"Antigone" Nicole Beutler e Ulrike Quaid Company- IF Festival Milano

Da qualche anno il teatro di figura incontra sempre più spesso la danza. Il brasiliano Duda Paiva (che lo scorso anno avevamo visto in “Bastard!”) è forse colui che ha reso più celebre e meglio ha interpretato il legame tra queste due arti le quali sembrano, più di altre, affini. Il pupazzo, l'ombra, il burattino sono corpi (o riflessi di corpi) altri, nuovi, che possono fare ciò che neanche un danzatore allenato e flessibile può fare. Gli oggetti aggiungono magia e proiettano il danzatore in dimensioni fantastiche, si stirano, si restringono, si accartocciano, perdono pezzi e tornano sempre insieme. Ma hanno bisogno dell'intervento di un animatore che gli dia vita, ritmo, musica.
Lo spettacolo “Antigone” della Nicole Beutler e Ulrike Quaid Company presentato a Milano fonde la tragedia classica, la danza contemporanea e il bunraku in una rilettura asciutta e moderna di una storia che -come tutti i classici greci- è archetipo delle vicende umane e quindi sempre valida.
Lo spazio è nero, senza scenografia, in esso si muovono tre danzatori/animatori insieme a tre pupazzi bunraku. Questi ultimi rappresentano Antigone, sua sorella Ismene e il fratello Polinice. Tutti gli altri personaggi, il coro, re Creonte, suo figlio Emone e il cadavere di Polinice sono interpretati dagli animatori, i quali rappresentano anche un' identità astratta -identificabile con gli dei- che domina (anima) i pupazzi, e controlla le loro azioni.

La danza esprime su un piano astratto le emozioni e i sentimenti, mentre gli avvenimenti sono agiti dai burattini. In questo scollamento sta forse il punto debole dello spettacolo, in cui non c'è una reale fusione dei due medium espressivi. Infatti a parte poche scene -come ad esempio la lunga sequenza d'apertura con la morte di Polinice- l'utilizzo dei pur bellissimi bunraku non appare funzionale alla narrazione. I pupazzi vengono usati come esseri umani in miniatura e si muovono insieme e allo stesso livello spaziale dei danzatori. Non viene sfruttata proprio la caratteristica fantasmagorica di questi corpi che tutto possono, tranne essere come gli uomini. Gli animatori danno perfino voce ai singhiozzi e ai bisbigli quando non ce ne sarebbe alcun bisogno, perchè l'azione è sufficiente alla rappresentazione. Ci si chiede il perchè della scelta di un pupazzo che fa della lentezza e di un movimento estremamente studiato e “rituale” il suo mezzo espressivo primario in una produzione di danza contemporanea, in cui lo spazio è molto più ampio e libero, i ritmi convulsi. Al posto dei bunraku forse si sarebbero potuti usare pupazzi più grandi, liberi da questa ritualità e più adatti ad assecondare la coreografia. Peccato, perche parti danzate sono davvero molto belle e si abbinano bene alle musiche. I costumi invece lasciano un pò a desiderare: i danzatori (ad eccezione dell'animatrice di Antigone) sembrano venuti in teatro con i loro vestiti di tutti i giorni che non si adattano all'animazione anche se sono perfettamente accettabili nella danza. Si tratta di un piccolo particolare che rivela come in questa produzione la fusione delle due forme teatrali sia purtroppo incompiuta. Ultimo appunto, purtroppo negativo: la coda dello spettacolo che vede Ismene filosofeggiare col pubblico mentre si fuma una sigaretta, un intervento a mio parere inutile e didascalico.  

domenica 10 giugno 2012

Brutte notizie di primavera

Non ce lo aspettavamo: la settima edizione di Animar è stata cancellata a causa del taglio ai fondi della regione Sardegna. L'eroica resistenza degli organizzatori che nonostante la progressiva diminuzione di risorse sono sempre riusciti ad offrire una programmazione di qualità, questa volta non è valsa a salvare il festival di Teatro di Figura di Teulada.
Per chi ama questo tipo di teatro e la Sardegna si tratta di una notizia davvero brutta. Il festival Animar è non solo un appuntamento per gli appassionati, ma anche un modo per attirare un turismo più intelligente e meno sguaiato di quello che si trova a nord dell'isola. Spero davvero che sia solo colpa del 2012 e che l'anno prossimo Animar torni. Per ora ecco la notizia dal sito dell'Unione Sarda.

mercoledì 30 maggio 2012

Sipario d'Orba 2012

Con piacere pubblico il volantino della nuova edizione di Sipario d'Orba, una realtà ormai consolidata nella formazione del teatro di figura ed un luogo di incontro e scambio artistico ed umano.
Per ulteriori informazioni contattate i numeri in fondo al volantino.

domenica 28 agosto 2011

Un appello per burattinai da Latina

Giro a tutti voi un appello del Circolo Culturale Samcro di Latina che vuole includere nel suo programma spettacoli di Burattini ed è alla ricerca di compagnie:

"L'associazione Culturale Samcro gestisce un Circolo Arci a Latina da Settembre/Ottobre; vuole proporre tra le sue attività (Concerti, Reading, Mostre ecc.) anche spettacoli per bambini la domenica mattina (burattini, marionette, etc.). Accettiamo proposte!
Samcro nasce dalle ceneri di Arti(e)Rumori
Inviateci una scheda tecnica dello spettacolo, (se possibile) un video, link ai vostri progetti a:
circolo.hemingway@gmail.com , telefono 3933364694 (Gianluca)"



giovedì 25 agosto 2011

Sipario D'Orba 2011

Tornano i seminari di Sipario D'Orba, Teatro di Figura per tutti.
Che abbiate o meno esperienza nel mondo dei burattini e del teatro, se siete curiosi di imparare cose nuove da veri professionisti in un ambiente amichevole e bucolico, scaricate il bando dal sito! Ricordate, avete tempo fino al 12 settembre!

venerdì 12 agosto 2011

Animar 2011- 31 luglio


L’ultima serata del festival si è aperta con Bence Sarkadi che ha replicato il suo spettacolo breve già portato negli aperitivi qualche sera prima, raccogliendo il meritato apprezzamento del pubblico. Personalmente ritengo che questo ragazzo sia la vera rivelazione del festival e mi auguro di rivederlo ancora in Italia.

La chiusura ufficiale è stata affidata alla compagnia Dr. Bostik che ha portato in scena “I Signori Porcimboldi”.
Devo ammettere di essere rimasta perplessa dalla scelta di questo spettacolo, che ho trovato molto cupo e che al di là della bravura dei burattinai e della messa in scena non pensavo sarebbe piaciuto al pubblico delle famiglie. In realtà è stato gradito sia ai genitori che ai bambini.
Si tratta delle “scene da un matrimonio” di una coppia in cui marito e moglie hanno la testa fatta di verdure, come i personaggi dei quadri dell’Arcimboldo: non lavorano, non fanno nulla a parte giocarsi tiri terrificanti che lasciano sconcertati per la cattiveria. E mangiano uccellini catturati spalmando colla su un albero secco che hanno in cortile.
Le loro vittime però riusciranno a fargliela pagare usando i loro stessi metodi.
Come ho detto, lo spettacolo è piaciuto, quindi probabilmente la mia è un’impressione soggettiva. Riconosco senz’altro una certa critica sociale, ma questa rimane un po’ in superficie, fine a sé stessa.
Vorrei sottolineare la scorrettezza dell’amministrazione comunale, che ha autorizzato in contemporanea con gli spettacoli una serata di balli nella piazza vicina, manifestazione che ha creato non poco disturbo all’esibizione.

Sicuramente l’edizione 2011 di Animar ha risentito della forte crisi economica: meno spettacoli, un numero inferiore di compagnie che si sono esibite più volte.
Tuttavia, trovo che la qualità sia rimasta in linea con le edizioni precedenti. Il fatto di vedere più spettacoli delle stesse compagnie è stato utile a conoscerle meglio. Personalmente ho assistito a molti begli spettacoli, e tra questi diversi erano di marionette. Al di là delle preferenze personali (le ombre sono state poco rappresentate, ad esempio), è innegabile l’impegno per non cadere nel “commerciale”, per portare divertimento e cultura agli spettatori.
C’è anche stata la volontà di rischiare, proponendo giovani che hanno portato spettacoli non sempre compiuti ma ricchi di spunti e creatività.
Un Bravo agli organizzatori, non era facile arrivare a questo risultato. Al prossimo anno!

domenica 31 luglio 2011

Animar 2011, 30 luglio

Un sabato sera molto ricco per gli spettatori di Animar.
Alle 21 Duoanfibios si esibiva con un nuovo spettacolo di microteatro dal titolo "Antonino", che ha per protagonista un vecchio clown. La delicatezza e l'accuratezza di questo e dell'altro brano "Tè" visto nelle sere precedenti mi hanno veramente colpita. Sono brevi ma intensi e tutti coloro che arrivavano dalla loro visione avevano un sorriso sulle labbra. Questo genere di teatro è molto popolare all'estero, dove si fanno addirittura dei festival appositi, anche se in Italia è praticamente sconosciuto, ma se ben fatto è un'esperienza molto bella e intensa per lo spettatore che di fatto viene messo al centro della performance.
Contemporaneamente nel cortile Il Teatrino a Due Pollici portava in scena "Il cane", un classico delle guarattelle. Purtroppo non sono riuscita a vederlo, ma chi vi ha assistito dice che era molto bello, sia come animazione sia come ritmo. Valentina Paolini, che abbiamo già visto nelle serate precedenti animare e suonare, ha lavorato a lungo con Salvatore Gatto ed è una delle poche donne che fanno guarattelle, ragione in più per dispiacermi di aver mancato lo spettacolo.

"Anima e Coru" è la più recente produzione di IsMascareddas. Insignito del premio "Ai Bravi Burattinai d'Italia 2011" di Silvano D'Orba, è uno spettacolo-lezione di Tonino Murru per festeggiare i suoi trent'anni di attività nel mondo dei burattini. Aiutato dai suoi personaggi, il burattinaio racconta trucchi e ripropone alcuni dei brani più celebri del repertorio (l'episodio dell'abigeato è sempre strepitoso!).
Non vorrei che sembrasse una sviolinata, ma era un pò che non vedevo uno spettacolo di burattini a guanto di IsMascareddas e mi sono trovata ad ammirare nuovamente l'animazione di Murru, che ha uno stile molto particolare (a volte sembra che abbia tre mani), diverso da quello di tutti i burattinai che ho visto all'opera: i burattini si muovono quasi danzando, ognuno con un suo carattere che si esprime anche nel movimento, senza cercare la traiettoria più veloce, bensì quella che più gli si adatta. Tecnica vocale, studio delle scene, tutto è sempre preparato al meglio, senza accontentarsi.
La critica che si può muovere ad "Anima e Coru" è che appare un pò acerbo, un tantino rigido, soprattutto nei momenti in cui Murru esce dalla baracca e non parla attraverso e con i burattini, come se non riuscisse ad esprimere fino in fondo con le parole il valore che le proprie creature hanno per lui. Tuttavia, è così personale il tema, che se riuscirà a superare questa timidezza, potrebbe diventare uno degli spettacoli migliori della compagnia.

In chiusura di serata Dr Bostik ha presentato uno studio da "Giorni Felici" di Samuel Beckett. Il testo originale presenta una donna che vive conficcata nel terreno fino alla vita. Qui si è voluta richiamare una condizione più simile alla malattia con la presenza di un burattino in un letto d'ospedale mentre Winnie (la protagonista) è un'attrice all'interno di una struttura di ferro e sacchi di juta che viene utilizzata come un burattino, incapace di movimenti dettati dalla propria volontà. Un pezzo molto forte, quasi impressionante, decisamente cupo, del quale sarebbe bello vedere gli sviluppi futuri.

sabato 30 luglio 2011

Animar 2011, 29 luglio

Sombras Chinas
Un'altra serata particolarmente riuscita quella di ieri al Festival di Teatro d'Animazione sul Mediterraneo.
Gli aperitivi sono stati affidati al Teatro del Secchio ed il Teatrino a Due Pollici che hanno riproposto "Nonsense" e "Marionette in gamba" mentre Duoanfibios ha portato un altro spettacolo di microteatro (lo vedrò stasera); lo spazio della prima serata è stato affidato a Sombras Chinas dalla Spagna, compagnia di "ombre cinesi" (termine che io trovo improprio anche se molto diffuso) con "Non Toquen mis manos". Personalmente non amo molto le ombre fatte con le mani, che si riducono facilmente a giochi di (grande) abilità ma che poco hanno del teatro. Tuttavia, l'artista è veramente molto brava e tutti i movimenti sono studiati, provati ed elaborati con grande attenzione. Inoltre non si limita a riprodurre animali, ma crea scenette divertenti al ritmo della musica che sono piaciute molto. Il giudizio quindi, al di là dell'opinione personale sul genere non può che essere positivo.
Lo spettacolo "Re:Hamlet" di Bence Sarkadi è però quello che ha portato una forte emozione. Si tratta della storia di Amleto rappresentata con marionette a filo e senza parole. Un'idea ambiziosa a cui corrisponde una complessa messa in scena, sicuramente barocca, ma innovativa e sorprendente. Sarkadi si muove come un prestigiatore, da solo nella complessa struttura che fa da scenografia, riproponendo le fasi salienti della tragedia Shakesperiana in quadri attraversati dal minuscolo Amleto, una marionetta piccola e bianca che secondo me sintetizza perfettamente il personaggio, circondata dalle enormi marionette degli altri personaggi. Suo padre, ormai spettro, è solo una testa, e come nel testo originale l'omicidio del re viene ripetuto e ripetuto all'infinito. Tra i momenti che mi sono piaciuti di più sicuramente ci sono la follia di Ofelia e la rappresentazione dei guitti dell'omicidio del re, sottolineata dalla musica dei cartoni animati di Tom e Jerry..
Un appunto va fatto alla drammaturgia, in quanto più persone che non conoscevano la trama non hanno compreso totalmente la storia, nonostante il prologo (molto divertente) che la riassume.
L'impianto è come ho detto barocco, a volte inutilmente ridondante (il pupazzo del re usurpatore dal cui occhio vengono proiettate delle ombre ad esempio rappresenta un sacco di lavoro per un utilizzo minimo) ma affascina ed è proprio questo voler spingere al massimo le potenzialità del mezzo a convincere, sia per la scelta di un testo così complesso, sia per la ricerca che c'è dietro, sia perchè oltre alla tecnica c'è l'idea, anzi le idee. Per questo, anche se non perfetto, anche se ci sono delle cose da cambiare questo spettacolo ha una marcia in più, perchè osa.

Animar 2011 27 e 28 luglio

Le serate di mercoledì e giovedì hanno segnato una notevole crescita degli spettacoli, tutti di grande qualità.
Mercoledì il Teatrino a Due Pollici ha aperto la serata con "I tre consigli", una fiaba tradizionale raccontata con piccoli pupi in un teatrino a spalla montato su un carretto, con musica dal vivo. La burattinaia narra e anima i pupi coinvolgendo il pubblico. Un lavoro molto bello, curato, che ripropone i modi del teatro di strada in maniera raffinata e molto garbata.
A seguire la compagnia Tearticolo di Mathias Trager, dalla Germania. "I tre piccoli lupi e il grande maiale cattivo" unisce animazione a vista di marionette da tavolo e pupazzi, in una rilettura moderna e spiritosa della fiaba tradizionale. Trager è solo sul palco e fa tutto, anima, sposta scenografie, canta. Estremamente impegnativo per lui e bellissimo per noi, è uno spettacolo questo di tale raffinatezza e complessità come pochi se ne vedono in Italia. Anche la scrittura è complessa, con un racconto ("Cappuccetto Rosso") che si sviluppa parallelo alla storia principale. Non manca una critica alla società dell'iperprotezione dallo sconosciuto, espressa con grande humour. Tearticolo dimostra che è possibile fare teatro di figura con fiabe tradizionali, per bambini, portando innovazione e facendo divertire anche gli adulti.
In seconda serata La Soupe Compagnie ci ha portato "sotto la gonna" con "Sous le jupon": si tratta di una performance per un gruppo limitato di adulti dal quale viene scelta una persona a cui sarà letto passato presente e futuro grazie alla gonna dell'affascinante protagonista. Teatro d'immagine più che di figura, "Sous le jupon" ha una messa in scena perfetta, studiata con grande cura dei particolari, portato in scena con grande abilità nel coinvolgere il pubblico. Un'esperienza molto divertente.
Infine, nel Giardino della Casa Baronale di Teulada, Betti Pau è tornata con "Lezione di Taglio", un concentrato della narrazione vista in più serate al festival di Monserrato dello scorso autunno, che fa sempre piacere rivedere.
L'apertura di giovedì è toccata nuovamente al Teatrino a Due Pollici con "Marionette in gamba", musica tradizionale e marionette a tavoletta, ballerini di legno che vengono da una tradizione nata addirittura nel Medioevo. Paolo Valenti ce ne aveva mostrati già nella prima serata, ma l'esibizione curata e molto piacevole si fa certamente apprezzare. Subito dopo Bence Sarkadi, marionettista ungherese ha presentato quattro brevi numeri: sia tratti dalla tradizione delle marionette (come "il trapezista"), sia creati totalmente da lui. Sarkadi è molto abile ed ha una bella vena creativa, e il pubblico lo ha giustamente apprezzato.
Alle 21.30 sul palco principale si è esibito il Theatre De La Grande Rue in "Detours", uno spettacolo di marionette estremamente raffinato, basato su una tecnica eccezionale e articolato in piccole storie delicate e poetiche. Non sono mancati i numeri di bravura come quello della marionetta pittore, ma ci sono anche scenette molto divertenti, come le due con marionette vecchiette che si trasformano in streghe o bruciano l'arrosto o la danza dei fantasmi, o il bellissimo finale con l'uomo invisibile. L'organizzazione ha certamente saputo scegliere spettacoli di marionette particolari, "caldi", che sanno emozionare, oltre che stupire.
La Soupe Compagnie ha replicato alle 22.30 "Sous le jupon", mentre in chiusura, un'altra narrazione di Betti Pau, "Quattro Quarti", ovvero quattro storie personali sottolineate da quattro colori legati alle emozioni, alle persone, al ricordo e alla terra. Queste storie mi sono piaciute in modo particolare, un pò perchè nascono dal vissuto dell'autrice e un pò perchè sembrano un pò l'equivalente per noi adulti delle storie che vengono raccontate ai bambini prima di andare a dormire.

mercoledì 27 luglio 2011

Animar 2011, 24 e 26 luglio

Nella seconda serata del festival le due compagnie protagoniste dell'apertura si sono scambiate ruoli: mentre Salvatore Gatto presentava una breve commedia di guarattelle, Los Titeres de tìa Elena guadagnavano il grande palco della prima serata.
Entrambe gli spettacoli hanno confermato le impressioni del giorno precedente. Gatto (che ha rappresentato "Ciuciulianno") ha grande tecnica, esperienza, ritmo, e lo spazio più contenuto, con i bambini più vicini al teatrino (la sera precedente si trovava su un palco) ha giovato al rapporto Pulcinella - pubblico.
Lo spettacolo "Cuentos de Madeira" è una versione estesa di quello visto la sera precedente nel salone della casa baronale: piccole scene di massimo cinque minuti, surreali ed umoristiche, piccole storie popolate da personaggi come Candela, l'equilibrista o Pinocchio (anzi, tre Pinocchi di diverse dimensioni e linguaggi) o ancora uno psichedelico gnomo alla ricerca di noci nel bosco. La musica dal vivo aggiunge un ulteriore tocco di calore e spontaneità.
Alle 22.30 nella Casa Baronale è stata la volta di Marcello Ricci, che ha portato la sua narrazione "La bici", storia di una famiglia lombarda tra le due guerre mondiali. Un'impresa impegnativa, sia emotivamente che come tempi (il narratore è sempre in scena, senza pause e senza diversivi per il pubblico). La scrittura è buona anche se la messinscena non è perfetta. Sarebbe bello rivedere questo pezzo tra qualche tempo, quando l'autore lo avrà messo a punto.

Marcello Ricci è tornato ieri sera come Teatro del Secchio, all'apertura con "Nonsense", una serie di gag con burattini che partendo da situazioni classiche (c'era perfino un richiamo alle routines delle guarattelle delle sere precedenti) "degenerano" nel demenziale e nell'assurdo. Più che uno spettacolo uno "studio" che ha buone potenzialità di fiorire se adeguatamente accudito dall'autore.
Spettacolo centrale della serata "Fagiolino e Sganapino contro la zanzara tigre". Conosco Strinati per le sue narrazioni, in cui dimostra grande abilità. Questo lavoro tuttavia, ha un che d'incompiuto: la baracca e le scenografie ai limiti del minimalismo, i burattini tradizionali -se si eccettua il vestito di Sganapino bordato di arancione fosforescente- la storia che poteva diventare quasi di sci-fi e che invece si rivela debole ed identica a troppe altre del genere. Strinati è bravo a tenere il pubblico, ha grande mestiere, e onestamente la zanzara fatta in peluche tigrato è troppo simpatica, ma il resto non mi ha convinta.
La serata si è conclusa con "Ri-tratto di Antonio Gramsci", una narrazione per adulti di Betti Pau. In mezz'ora si rivive la storia dolorosa e umanamente toccante di Antonio Gramsci, narrata in modo asciutto e commosso. Senza scenografia, senza nessun oggetto di scena, solo il racconto. Molto bello, pulito, quasi austero, come si adatta ad un personaggio integro e a suo modo severo come Gramsci doveva essere.
Da ieri sera poi, nel giardino della Casa Baronale la compagnia Duoanfibios  (dal Brasile) si esibisce in "Velhas Caixas", un brano di microteatro (conosciuto anche come "theatre for one"), un'esibizione individuale, un tè di pochi  minuti con un bellissimo burattino di una vecchina che ci racconta la propria storia. Molto, molto bello! Sarà possibile vedere questo spettacolo fino a sabato.

domenica 24 luglio 2011

Animar 2011, prima serata

Paolo Valenti
 Nonostante la crisi, nonostante molti albergatori sardi si lamentino della mancanza di clienti, Animar resiste e torna con la sua sesta edizione. Anche quest'anno un programma ricco, con qualche cambiamento "di stile" (nella seconda serata non c'è più la scelta tra due spettacoli) e molti ospiti stranieri.
Ieri sera, per l'apertura, abbiamo assistito ad un riuscito mix di tradizione ed innovazione.
Pulcinella!
Il primo spettacolo della serata è stato un "Aperitivo con marionette" del toscano Paolo Valenti, che mescola tradizione, musica dal vivo e suggestioni esotiche utilizzando marionette e pupi di dimensioni diverse. Anche se breve e con una struttura tutto sommato classica, basata sull'interpretazione di brani musicali, non è "il solito" varietà di marionette, anzi, fa scelte molto particolari, sia a livello di musiche che di animazione.

L'apertura ufficiale è toccata a Salvatore Gatto con "La casa di Pulcinella- 500 anni portati bene". Come ogni personaggio tradizionale, Pulcinella ha una serie di commedie che vengono riprese da tutti i guaratellari. Questa in particolare (Pulcinella attaccato dal cane del Guappo ha uno scontro con quest'ultimo che muore) l'ho vista più volte, ma devo dire che Salvatore Gatto è riuscito a renderla divertente e coinvolgente anche per me. Grande tecnica a parte, l'apporto della musica di Daniele La Torre a sottolineare le scene ed alcune trovate (come la sequenza della Morte, molto onirica) contribuiscono alla piacevolezza dello spettacolo, completato da alcune canzoni cantate e suonate da Gatto e La Torre. Grande classe, non c'è dubbio.
In seconda serata nello spazio dedicato alle produzioni per adulti abbiamo visto il ritorno di Paolo Valenti come altra metà della compagnia Los Titeres De La Tìa Elena, dalla Spagna. Lo spettacolo "Formas de perder la cabeza" è costituito da una serie di micro racconti in cui dominano la fantasia e l'umorismo. Tra i più riusciti sicuramente il monologo del Minotauro, il clown con la sedia ed il momento d'intimità di un uomo nel bagno. Notevole la cura delle scenografie e lo stile delle marionette (il Minotauro è bellissimo!).
Le marionette non sono -lo confesso-uno dei miei generi preferiti, per la difficoltà oggettiva di creazione ed il rischio di cadere in una contemplazione dell'imitazione della realtà. Fortunatamente non è quanto avviene in questo spettacolo. Che stia cambiando qualcosa nel mondo ingessato delle marionette?

mercoledì 13 luglio 2011

Animar 2011

Ecco a voi la nuova edizione di Animar!



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COMUNICATO STAMPA

Dal 23 al 31 luglio a Teulada (Ca) ritorna Animar:
per la sesta edizione del Festival Internazionale del Teatro d’Animazione sul Mediterraneo
alla Casa Baronale un’invasione gioiosa di burattini, marionette, ombre, pupazzi
e artisti provenienti da sei paesi del mondo.


Dal 23 al 31 luglio si rinnova a Teulada (Ca) l’appuntamento con Animar e per otto giorni il paesino del Basso Sulcis accoglie la sesta edizione del Festival Internazionale del teatro d’animazione sul Mediterraneo: una lunga parata di marionettisti, burattinai, manipolatori di pupazzi, disegnatori di ombre, artisti giramondo forgiati dal lavoro nelle strade e nelle piazze, professionisti dell’arte di strappare il sorriso a chi li osserva e del suscitare stupore e una gamma infinita di emozioni.

Il festival organizzato dalla Compagnia Is Mascareddas è una grande abbuffata a base di teatro d’animazione: 32 spettacoli per 9 compagnie provenienti da tutta Italia e 7 ospiti stranieri da Spagna, Francia, Germania, Ungheria e Brasile, due laboratori per i più piccoli e altrettante mostre, un generoso programma cucinato da Tonino Murru e Donatella Pau, direttori artistici della storica compagnia sarda (che in luglio arriva al traguardo del trentesimo compleanno) a dispetto dello stato di austerità calato in Italia sulle attività culturali e di spettacolo.

Confermata la formula che ha fatto la fortuna di Animar, a partire dalla location. Tutto il Festival, come da tradizione, si svolge infatti nella seicentesca Casa Baronale: nei giardiniogni sera alle 21.30 vanno in scena gli spettacoli per tutti (tarati per un pubblico dai 3 ai 100 anni e seguiti nella scorsa edizione da una media di 300 spettatori a spettacolo). Il secondo palco del Festival, più piccolo e montato al secondo piano dell’edificio, è invece la location - ogni giorno a partire dalle 22.30 - per i titoli dedicati agli adulti e per le altre proposte del cartellone. E tra uno spettacolo e l’altro, anche stavolta, non mancano le micro-performances, le deliziose piecés di pochi minuti di durata con funzione di intermezzo (in programma ogni sera alle 21, 22.30 e 23.15) collocate sotto i portici o in angoli nascosti del parco, oltre al consueto momento conviviale dello Spazio Aperitivo (tra uno spettacolo e l’altro), rigorosamente a base di prodotti tipici locali.

Tra le eccellenze presenti ad Animar 2011 spiccano i nomi di quattro artisti di lunga esperienza, che hanno fatto scuola nei rispettivi ambiti. Per le marionette è presente l’animatrice di Saragozza Helena Millán, allieva di straordinari maestri come i catalani Jordi Bertrán e come Pepe Otal (con cui realizzò negli anni ’80 un “Rigoletto” che fece epoca), mentre da Parigi arrivano due virtuosi dell’uso dei fili e dell’animazione in musica comeBruno e Darlene Frascone, attivi fin dal ‘79 negli Stati Uniti e sempre presenti nei cartelloni dei più prestigiosi festival del mondo. Per il teatro d’animazione innovativo ritorna sulla scena della Casa Baronale Dino Arrudecano del teatro di figura italiano, avanguardia nel nostro paese del teatro d’animazione di ricerca, mentre il teatro di figura italiano più puro (e nella sottostante tradizione orale, preservata ormai da più di mezzo millennio) è invece rappresentato al festival dal napoletano Salvatore Gatto, custode dell’antica e ormai rara arte delle guarattelle.


  • GLI SPETTACOLI PER TUTTI

Sarà proprio Salvatore Gatto ad aprire la serie di spettacoli rivolti a bambini e famiglie (sempre alle 21.30): sabato 23 luglio inaugura la sesta edizione di Animar con Pulcinella, 500 anni portati bene, una serie di lotte all’ultima bastonata tra il forsennato burattino dalla voce acuta della pivetta e il guappo Pasquale Finizio detto "terremoto” o “cacciutiello” (il cane), prodotte da La Casa di Pulcinella e arricchite dalle sonorità gioiose e accattivanti del mandolino di Daniele Della Torre.

Il giorno dopo (domenica 24) è la volta della compagnia Los Titires de la tia Elena, alias la già citata Helena Millán in duo con il burattinaio toscano Paolo Valenti, impegnati nello spettacolo di marionette e musiche dal vivo Cuentos de Madeira.

Dopo il lunedì di pausa, martedì 26 il festival prosegue con i burattini e la verve incontenibile dell’animatore e raccontastorie di Cervia (RA) Vladimiro Strinati in scena conFagiolino e Sganapino contro la Zanzara Tigre, due personaggi della tradizione romagnola alle prese con un temibile infestatore delle pianure della Bassa Padana.

Mercoledì 27 spazio alla compagnia Teatricolo dell’animatore di Brema Matthias Träger,con la piéce di pupazzi animati e marionette I tre piccoli Lupi e il grande Maiale cattivo,tratta dal libro per l’infanzia di Eugene Trivizas The three little wolves and the big bad pig(pubblicato in Italia da Castalia edizioni).

Giovedì 28 altra parentesi dedicata alle marionette a filo del Theatre De La Grande Rue diDarlene Bruno Frascone, con Détours, otto vignette animate tra humor, tenerezza e meraviglia, tratte dal alcune delle produzioni di maggiore successo della compagnia.

Venerdì 29 arrivano ad Animar le ombre della spagnola Valeria Guglietti con Non toquen mis manosdove l’arte tradizionale cinese si incrocia al linguaggio del cinema muto, dei cartoni animati e del teatro di figura con burattini.

Tonino Murru è il protagonista della serata di sabato 30 con il nuovo spettacolo Anima e coruuna girandola di dieci episodi, brevi sketch firmati con Cristiano Bandini Donatella Pau (sui personaggi da lei costruiti), in un susseguirsi di stili, tecniche di animazione e climi poetici diversi chiamati a testimoniare i trent’anni di onorata carriera del papà di Is Mascareddas nella nobile arte della burattineria.

Domenica 31 il gran finale di Animar è con Il Dottor Bostik, ossia il grande animatore torinese Dino Arru, alle prese stavolta con dei pupazzi dalle facce decisamente ecologiste: frutta e verdura per mettere in scena I Signori Porcimboldiispirato al libro per bambiniThe Twits (in Italia Gli Sporcelli) del grande autore inglese Roald Dahl.


  • IL CARTELLONE “PER ADULTI”

Accanto a questo filone quasi un cartellone a sé stante è riservato agli adulti (sempre con inizio alle 22.30). In primo piano i già citati Dino Arru (in scena sabato 30 giugno con B&B con Giorni Felici, ovvero la parola e le fantasticherie di Samuel Beckett, coniugate alle suggestioni visive di Francis Bacon: un capolavoro assoluto del teatro d’animazione contemporanea) e Helena Millán (protagonista sabato 23 con Formas de perder la cabeza). Accanto a loro il gruppo francese La Soupe Compagnie con Sous le Jupon pour Femme eSous le Jupon pour Homme (mercoledì 27 e giovedì 28), l’ungherese Bence Sarkadi,continuatore della grande tradizione e astro nascente del teatro d’animazione europeo(protagonista venerdì 29 con Re: Hamlet), la compagnia di Bergamo Il Teatro del Secchio(che domenica 24 propone La BiciBetti Pau attesa martedì 26 da un pezzo da lei scrittoRi-Tratto di Antonio Gramsci.


  • LE MICRO-PERFORMANCES

Ad Animar non ci sono tempi morti. Chi ha seguito il Festival nelle passate edizioni sa bene che ogni giornata è un rilassato ma cadenzato susseguirsi di spettacoli: così anche le pause tra uno spettacolo e l’altro diventano occasioni per vedere una delle micro-performances che punteggiano il calendario. Mini drammaturgie, piéces per uno spettatore alla volta, numeri e sketches affidati in questa edizione al formidabile DuoAnfibios proveniente dal Brasile (con il suo spettacolo per uno spettatore Velhas Caixase al Teatrino dei due Pollici di Bologna, oltre che ai già incontrati Bence Sarkadi, Paolo Valenti, Betti Pau e Teatro del Secchio.


  • LABORATORI

Due laboratori arricchiscono il calendario di Animar. Il primo, uno stage di teatro-danza destinato ai ragazzi dai 7 ai 16 anni e curato dalla danzatrice e coreografa Enrica Spada, è intitolato Sulle tracce di Gulliver e propone un viaggio creativo attraverso giochi in movimento, suggestioni, letture, alla scoperta del meraviglioso romanzo d’avventura I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.

Il secondo laboratorio, titolo Ad Ali Spiegate, è destinato a venti ragazzi tra i 7 e i 12 anni e propone la costruzione prima e poi l’animazione di grandi maschere da parata in cartone e cartapesta. Il tutto, coordinato e guidato dagli artisti Michela Cannoletta, l’americanaColleen Werle Paolo Sette, sfocerà in una grande sfilata festante per le strade di Teulada.


  •  MOSTRE

Due mostre completano l’offerta di Animar 2011. La prima già dal titolo richiama quello che è certamente tra i più importanti e ambiziosi spettacolo di Is Mascareddas: Giacomina e il Popolo di legnoispirato alle straordinarie collezioni di giocattoli lignei di Eugenio Tavolara e Tosino Anfossi. L’omonima mostra documenta in tutte le sue fasi ciò che ha preceduto la messa in scena: uno spettacolo nello spettacolo, dalla progettazione delle sessanta sculture protagoniste del “kolossal” di teatro d’animazione (sulla base dei modelli ideati nella prima metà del Novecento dai due artisti sassaresi), fino alla realizzazione delle stesse, delle scenografie e alla messa in scena della piéce. Esperienze da rivivere con i pannelli esplicativi con le belle immagini del fotografo Priamo Tolu e con un video del regista Marco Gallus, in cui immagini in bianco e nero della fabbrica sassarese (da un cinegiornale Luce del ’36) si sovrappongono a quelle a colori girate nel laboratorio della compagnia. Chiude il percorso espositivo “il popolo di legno” di Is Mascareddas, tutti i pupazzi dello spettacolo e un video della piéce proiettato a ciclo continuo.

L’altra esposizione Animarcord · immagini di Animar propone invece una serie di foto scattate da Enrico Cambedda, che ripercorrono la storia del festival e imprimono su carta la varietà e le poetiche visuali dei suoi protagonisti.

  • SPONSOR

“Animar” è un progetto sostenuto dal Comune di Teulada, dalla Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport,  dalla Provincia di Cagliari – Presidenza e Assessorato delle attività Produttive e Turismo, dalla  Fondazione Banco di Sardegna, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per lo Spettacolo da vivo e realizzato con la collaborazione dell’Hotel Rocce Rosse, delCemis, del Consorzio turistico Costiera Sulcitana e dell’Agenzia di servizi turistici Trip Sardinia.


  • INFO
L’ingresso agli spettacoli costa 1,5 euro.

Per informazioni: 070 5839742 – 340 1802240 - 388 8463520


Info:
Is Mascareddas - Teatro e Laboratorio
via 31 Marzo 1943 n.20
09042 - Monserrato (CA)
Telefono: 0039 (0)70 5839742
Fax: 0039 (0)70 5830137
Posta elettronica: ismascareddas@tiscali.it
Ufficio Stampa: Maria Carrozza
346 3047620 - 340 5656891 –

domenica 17 ottobre 2010

Stephen Mottram, "The Seed Carriers"

Il programma del festival IF del Teatro Verdi di Milano prevede quest'anno diversi spettacoli di marionette a filo. Ad aprire la rassegna arriva Stephen Mottram, marionettista Inglese noto per la sua incredibile tecnica e per la sua ricerca ed innovazione di un genere che troppo spesso diventa pura esposizione di bravura tecnica.
Lui, che pare aver superato il concetto di imitazione del movimento (è un fatto, i suoi personaggi sono vivi), porta in scena uno spettacolo tragico, in cui il dramma della condizione umana viene affrontato senza alcuna pietà.
"The seed carriers" è costituito da una serie di quadri che illustrano come in un agghiacciante documentario la vita e la morte di creature che si trovano al fondo della catena alimentare e produttiva di un mondo oscuro e claustrofobico. Fragili ed inermi, i piccoli esseri vengono facilmente catturati ed uccisi da misteriosi personaggi, i loro corpi svuotati dell'essenza, smembrati ed impiegati come pezzi di ricambio innestati su altri corpi, dando luogo a mostri raccapriccianti. Alcuni vengono mantenuti in vita ed usati come forza lavoro per la produzione in serie dei loro stessi persecutori.
L'ultimo orrore sarà scoprire che loro stessi sono un prodotto, creati con lo scopo di essere sfruttati. Come le formiche operaie che trasportano il cibo verso il formicaio, non sono considerati come individui, ma solo in relazione allo scopo per il quale lavorano.

Ricchissimo di riferimenti visivi (Hieronimus Bosch, i fratelli Quay) e non solo ("L'invasione degli ultracorpi", "Il mondo nuovo" di Aldous Huxley) "The seed carriers" mette in scena una visione senza speranza che lascia annichiliti. Non c'è amore nè odio, non c'è alcun tipo di sentimento, nemmeno le vittime sembrano realizzare di essere tali. C'è solo il concetto di "uso", di massimizzazione e sfruttamento massimo della risorsa.
Mottram spoglia la realtà delle buone maniere e di qualunque maschera gentile per mostrarci cosa siamo e qual'è la nostra vera funzione nella società attuale, quella di forza lavoro, di consumatori, di oggetti.            Una critica crudele ma necessaria, che acquista ancora più forza proprio perchè realizzata con piccoli feticci di legno e diventa una meditazione sull'impossibilità dell'uomo di controllare il proprio destino, l'ineluttabilità degli eventi che investono le nostre vite.

Oltre alle marionette (che muove a vista) Stephen Mottram dà vita a pupazzi e oggetti, utilizza piccoli automi e anima perfettamente lo spazio scenico, mantenendolo sempre in movimento.
L'unico elemento su cui mi sento di fare una critica è la musica di Glyn Perrin, che benchè composta appositamente per lo spettacolo, oltre ad essere a tratti fastidiosa diventa estenuante dopo mezz'ora di ascolto.
Un'apertura di grande impatto per uno dei pochi festival Italiani di Teatro di Figura per adulti, ancora più importante perchè mostra come sia possibile innovare il mondo delle marionette abbandonando la pura imitazione del movimento naturalistico e raccontando qualcosa d'importante in modo nuovo.

giovedì 23 settembre 2010

Buone notizie

Notizie dalla compagnia Is Mascareddas di Cagliari!
Partono alcuni interessanti corsi, tra cui segnalo in particolare quelli di animazione di burattini (sia per adulti che bambini) e quello di sartoria (un punto debole di molti aspiranti burattinai)!
Potete anche iscrivervi alla newsletter della compagnia.
Per maggiori informazioni cliccate qui!!

venerdì 10 settembre 2010

Commenti???

Ciao a tutti, vi comunico che a causa dello spam che viene distribuito nei commenti a questo blog, da oggi non sarà più possibile lasciare commenti anonimi. Mi dispiace, ci vorrà un passaggio in più, ma non potevo fare diversamente.

martedì 17 agosto 2010

Sorrivoli 2010

Manca poco, pochissimo! Il Festival di Sorrivoli sta per iniziare! Vi segnalo nel programma "La vecchia Soffitta" e Paolo Sette con "L'anatra e la Morte", visto ad Animar. Inoltre Vladimiro Strinati porterà il suo nuovo spettacolo di burattini tradizionali in cui spicca una zanzara tigre gigante.
Per tutte le altre informazioni, consultate il sito. Buon Divertimento e se qualcuno vuol contribuire mandando qualche riga sugli spettacoli visti, saranno pubblicate col vostro nome.

domenica 8 agosto 2010

Animar 2010- 7 agosto

I Burattini di Horacio Peralta

Horacio Peralta e Tonino Murru

Horacio Peralta

Serata finale della quinta edizione di questo festival. Se lo scorso anno avevo avuto modo di lamentarmi della chiusura caciarrona di "Heartbeat" della Compagnia delle Porte Girevoli, questa volta l'ultimo spettacolo è stato esemplare dell'arte del teatro di figura e mi ha consolata di qualche piccola delusione.

Protagonista unico della serata è stato infatti Horacio Peralta (Bululu Teatro) con lo spettacolo "Il burattinaio". Non una semplice raccolta di numeri famosi di questo artista Argentino, ma una vera e propria autobiografia raccontata attraverso il proprio percorso artistico.
Fuggito dall'Argentina durante la dittatura, Peralta si rifugiò a Parigi e lì iniziò la sua carriera come artista di strada e diventando poi un vero professionista. Il suo lavoro rappresenta tutto ciò che il teatro di figura deve essere, bello, intelligente, semplice e profondo.
I suoi burattini sono personaggi divertentissimi, animati benissimo, raccontano storie ironiche, a volte romantiche, piccoli classici che ormai hanno fatto il giro del mondo. Tra i numeri più belli "La vecchia" ma non è davvero possibile decidere quale sia il migliore.
Peralta approfitta di questa occasione per meditare sul proprio lavoro, sul "dare vita" ad oggetti inanimati e ricordare la persona che lo ha indirizzato al teatro di figura, il suo amico ChuChu al quale ha dedicato una sezione del suo sito. Parla per quasi un'ora e mezza con tono pacato, senza forzare il ritmo e conquista il pubblico, che rimane attento. Anche gli adulti sono stati presi dalla magia di questa esibizione e quando lo spettacolo è finito si sono riversati in massa sul palco, per parlare con Peralta e vedere i suoi burattini.
Bellissimo. Potenza dei burattini!

Un finale più raccolto ed emozionante, il migliore per questo festival che ha mantenuto (se non aumentato) nonostante la crisi attuale un alto livello artistico, puntando sull'intelligenza e dando fiducia a compagnie giovani con un programma che ha tenuto in considerazione sia i bambini che i loro genitori. Non si può proprio chiedere di meglio.
Nell'elenco dei siti trovate anche quello di Bululu Teatre e di Ismascareddas.

Animar 2010-6 agosto


Nella penultima serata del festival l'apertura è toccata ad "Arrivano dal mare": il burattinaio Luca Ronga ha raccontato il percorso che lo ha portato a diventare burattinaio, la storia di Pulcinella, della diffusione del suo personaggio nel mondo.Non ha lesinato spiegazioni tecniche sull'uso della pivetta (uno strumento che serve a produrre la voce di Pulcinella) e sull'animazione del burattino. Un intervento interessante anche per chi già conosce questo burattino.

Alle 21.30 la compagnia Riverrun Teatro di Cagliari ha presentato l'unico spettacolo di ombre del programma di quest'anno, "La gabbianella ed il gatto che le insegnò a volare". Una produzione per cui non si è badato a spese, a partire dal grande schermo con una cornice metallica, un copripedana in materiale riflettente per proiettare riflessi che richiamassero il mare, l'impiego di ben 4 animatori, musiche originali, costumi ed ombre create da un maestro turco in pelle di cammello.
Un grande dispendio di risorse (anche pensando ad altre produzioni viste al Festival) che ha prodotto uno spettacolo sovradimensionato dove le ombre erano solo una piccola parte della narrazione.
Vi erano infatti moltissimi interventi da parte degli stessi animatori, chi come narratore nei panni di Sepulvèda che scrive la storia, chi vestito da gabbiano piuttosto che da scimmia o da gatto. A volte poi si preferiva raccontare a voce una scena quando sarebbe stato meglio rappresentarla, cosa che avrebbe anche condotto ad una maggiore sintesi.
Sembra che sia mancata fiducia nel mezzo espressivo delle ombre (!) -forse considerato debole- e si sia puntato sui "colpi di scena" creati dalla trasformazione dei personaggi da ombre ad umani. Ciò ha però creato un eccesso narrativo, del tutto inutile, e un'atmosfera da "Fantabosco".
Essendo una compagnia di giovani merita un plauso per essersi rivolta verso le ombre, tuttavia non ho visto una motivazione forte per la convivenza di così tanti linguaggi contemporaneamente. Sarebbe bello se si rivedesse la struttura eliminando le parti di recitazione e concentrandosi sulle ombre, in modo da sfruttarle al massimo, anche dal punto di vista dell'animazione. La storia è delicata e si presta bene ad essere rappresentata con questo tipo di animazione, non c'è davvero bisogno di strafare.

In chiusura di serata "La notte dei racconti" con Ferruccio Filippazzi ed altri narratori che hanno raccontato storie e favole di diverse provenienze dalla Romagna al Sud America. Molto divertente l'intervento di Tonino Murru che ha raccontato due episodi della propria infanzia.

venerdì 6 agosto 2010

Animar 2010- 4-5 agosto


La serata di mercoledì è stata aperta dalla Prefazione Teatrale di Tonino Murru di IsMascareddas, che ha raccontato la storia della compagnia e del loro personaggio Areste Paganos, oltre a mostrare il dietro le quinte di alcune scene particolarmente divertenti tratte dalla produzione passata.

Marco Grilli ha presentato come spettacolo di prima serata "Il medico di matrimoni, ovvero le 99 astuzie di Gianduia", modernizzazione di una commedia tradizionale. Marco Grilli è bravo, passa da un dialetto all'altro con grande facilità, ha dei bellissimi burattini e una baracca sorprendente (anche se la scelta cromatica non è attraente, tutte le scenografie sono in grigio).
Esordire avvertendo i bambini che nella storia che andava a rappresentare non ci sarebbero state le tradizionali randellate e fare un lungo preambolo ripetendo per ben due volte un'introduzione alla vicenda come se questa fosse troppo difficile per essere compresa da loro, sono stati un pò degli autogoal che hanno penalizzato l'esibizione: le piccole pesti hanno continuato ad agitarsi ed urlare per tutto il tempo, stando zitti per qualche istante quando il burattinaio smontava un pezzo di baracca o c'era una zuffa (senza randellate).
Personalmente trovo che Grilli abbia costruito uno spettacolo per adulti che al di là delle innovazioni formali ed apparenti degli spazi conserva un linguaggio classico, basato su un testo che appartiene alla tradizione della Commedia dell'Arte, il che non è un male ma forse non era l'ideale da proporre a un pubblico di bambini.

In seconda serata "I ciechi" messo in scena Pepe Gomez e Carlo Lorenzetti, una sorta di cantastorie nero narrato da due personaggi ciechi che illustrano il loro cammino attraverso la Spagna con storie brevi e cattivissime portate in scena col solo ausilio di pupazzi di carta e qualche burattino di cartapesta.
Anche se i giudizi non sono stati di unanime apprezzamento, a me è piaciuto, forse per l'atmosfera dark tipica degli Spagnoli, che mescola tragiche casualità, inaudite crudeltà e humor senza pietà.

Giovedì Pepe Gomez è tornato nella Prefazione Teatrale con storie stralunate e divertentissime raccontate con carta e cartoncino. Grandi e bambini compresa la sottoscritta si sono divertiti moltissimo.
Lo spettacolo principale era "Hei tu! La volta che il fulesta incontrò Pulcinella in Persia", in cui venivano ad incontrarsi narrazione e burattini. Nonostante la poca unità (apertura con una narrazione e poi un lungo dialogo del Fulesta -contastorie della tradizione Romagnola- con un Pulcinella nero) il pubblico ha gradito molto l'esibizione, forse proprio grazie a Pulcinella, che con i suoi sberleffi conquista sempre tutti.
Personalmente non ho gradito alcune cose che trovato politically uncorrect (il Funesta quando incontra Pulcinella nero lo cattura con una corda per farne il suo aiutante e gli cambia nome, come un novello Robinson Crosuè), ma più di tutto mi è mancata una storia da seguire.

In chiusura di serata Carlo Lorenzetti con il nome di El Canto del Capro ha presentato "Histories de M.me La Mort". La Morte ed il Demone suo amante arrivano a casa da un ballo e vanno a letto. Prima di addormentarsi si raccontano delle storie. I personaggi della Morte e del Demone sono molto divertenti e pedanti (a volte sembra di assistere ad una scena d'amore di "Beautiful") e le piccole, nerissime e surreali storie raccontate ricordano a tratti l'umorismo dei Monty Phyton. Tuttavia a volte le ripetizioni nei dialoghi sembrano troppe, fatte per allungare il brodo e il brano musicale di chiusura spezza l'atmosfera delirante e oscura; probabilmente si tratta di uno spettacolo creato per la strada, divertente, un pò pazzo ma forse non proprio adatto ad un festival come questo.